Virgilio: La Guida Superiore
Virgilio si configura come un'Entità di altissima levatura spirituale, definita esplicitamente con il titolo di "Maestro" da altre entità come Ilan.
All'interno dell'architettura spirituale che si manifesta nei testi, Virgilio riveste il ruolo di guida superiore e supervisore per le entità più giovani; ad esempio, l'entità Polaris dichiara di operare e imparare proprio sotto la stretta supervisione di Virgilio. La sua figura funge anche da punto di riferimento e validazione tra gruppi medianici diversi, essendo noto per essersi manifestato in passato anche al gruppo di Sabrina e Massimo.
Il suo stile di comunicazione è inconfondibile, essendo caratterizzato da interventi estremamente brevi, solenni e perentori. Virgilio non si dilunga in spiegazioni discorsive, ma consegna massime di saggezza delimitate da una rigida formula di apertura e chiusura: esordisce costantemente con la frase "Venni tosto e a conversar con voi ora mi appresto" e si congeda in modo fulmineo dichiarando "Tosto venni e tosto andai".
I suoi messaggi sono veri e propri "Nuclei di Verità" rivolti alle Entità incarnate, che lui stesso appella affettuosamente come "Anime antiche". Come guida, si concentra sui seguenti Principi Primi:
- La Pace e il Silenzio Interiore: Insegna che il segreto della vita eterna risiede nel mantenere la pace nel cuore. Esorta inoltre le Entità incarnate alla centratura durante le difficoltà, ricordando che "in mezzo alla tempesta lo stolto canta ma il saggio tace".
- L'Unità Assoluta e il superamento dell'illusione: Virgilio è il portavoce diretto dell'annullamento della frammentazione. Afferma categoricamente che "La separatività è menzogna" e che tutti gli esseri sono in realtà "Un corpo solo". Questo suo principio fondamentale viene poi spesso ripreso e ampliato in modo più discorsivo da guide come Michel per spiegare la discesa dell'Assoluto nel Divenire.
- L'Umiltà e la condanna dell'Ego: Mette in guardia l'Entità incarnata dall'identificazione con l'illusione della forma e del potere materiale, dichiarando solennemente che "l'uomo che si crede grande è più piccolo di un granello di sabbia".