L’insegnamento del Cerchio: comprendere l’Assoluto e la finestra di divenire.
L'incontro, tenutosi l'11 aprile 2026, si concentra sull'approfondimento della natura della creazione, della percezione e del concetto di "Assoluto". Michel, l'entità canalizzata, chiarisce come il Cerchio operi come uno spazio di potenza energetica in cui le coscienze possono iniziare a trascendere l'Io. Viene spiegato che l'Assoluto non "diviene", ma manifesta infinite possibilità all'interno di una "finestra di divenire", una porzione infinitesima della realtà in cui gli incarnati vivono la linearità del tempo. Il tema della sofferenza, della violenza e del ruolo dei "potenti" viene affrontato non come una condanna morale, ma come una necessaria dinamica vibrazionale che permette a fasce di popolazione di esperire ed evolvere. Michel sottolinea che la cura per la sofferenza (e la malattia) risiede nella capacità di "creare e percepire", un esercizio che richiede di andare oltre l'aspettativa del risultato, imparando a manipolare la matrice vibrazionale della materia. L'incontro si conclude con una prospettiva sul futuro, suggerendo che il periodo attuale di transizione e sofferenza porterà a un innalzamento vibratorio che molti dei presenti vivranno.
La natura del Cerchio e l’apertura della coscienza
L’incontro si apre in un clima di riflessione collettiva. I partecipanti notano come l’insegnamento di Michel sia mutato nel tempo: se gli incontri aperti agli ospiti prediligono lo scambio serrato di domande e risposte, quelli riservati al Cerchio si caratterizzano per una fase prolungata di insegnamento diretto. Questo mutamento risponde a una precisa necessità evolutiva: consolidare le basi, metabolizzare i concetti pregressi e affinare la capacità del gruppo di operare come una singola unità energetica.
Michel chiarisce subito che il Cerchio non è un semplice luogo di discussione, ma una struttura energetica che delimita uno spazio tra interno ed esterno. I partecipanti fungono da limite di questa soglia. All'interno di questo contenitore si convogliano energie che vanno oltre l'umano, permettendo l'apertura dei codici di unione tra le coscienze. Non bisogna sottovalutare i momenti di calma tra un insegnamento e l'altro; è proprio in quel silenzio, nel piano akasico, che il concetto viene compreso e diventa parte integrante dell'essere, pronto per essere utilizzato, se non in questa, nella prossima esistenza.
La finestra di divenire e l’Assoluto
Il cuore dell'insegnamento risiede nella distinzione tra l'Assoluto e la finestra di divenire. L'Assoluto non diviene, esso semplicemente È, nella pienezza di ogni possibilità. La finestra di divenire è invece la porzione infinitesima di questa totalità, un microcosmo dove l'Assoluto osserva le infinite declinazioni di se stesso. Qui il tempo appare lineare — un passato, un presente e un futuro — poiché questa è la regola che permette di esperire la trasformazione. Fuori da questa finestra, il tempo non esiste. Cercare l'Assoluto all'esterno è l'errore fondamentale: l'Assoluto non è un'entità remota che orchestra il gioco, ma la sostanza stessa di chi osserva, ovvero il Tutto che risiede nel dentro.
Creazione e Percezione: la vera cura
Molti chiedono delle capacità di manipolazione della realtà, spesso chiamate "miracoli". Michel ribadisce che il processo di creazione e percezione è una competenza che richiede un addestramento costante, simile a quello di un bambino che apprende i primi passi. Non si tratta di una magia, ma della capacità consapevole di cambiare la forma di un "mattoncino" vibrazionale. Se l'intenzione è corretta e l'azione è priva dell'aspettativa del risultato, la materia intorno inizia a rispondere. Questo processo è l'unico strumento reale anche per affrontare situazioni estreme, come la malattia o la mancanza di risorse nel deserto. Si deve comprendere che il dolore e la sofferenza non sono errori nel sistema, ma parti della manifestazione dell'Assoluto che necessitano di essere esperite per giungere alla comprensione dell'unità.
Riflessione sulla violenza e sul futuro
L'entità invita i presenti a non giudicare la violenza storica o attuale con criteri morali umani. Ogni attore — dal boia alla vittima — è parte di una coreografia vibrazionale perfetta. Ciò che viviamo come atrocità è l'espressione di un Io che cerca di comprendere se stesso attraverso l'incontro con l'abuso. Tuttavia, Michel sottolinea che l'evoluzione verso il futuro non passerà per la distruzione, ma attraverso l'innalzamento vibrazionale. Le figure politiche che oggi catalizzano la sofferenza globale sono strumenti di un passaggio necessario, ma la fine di questo periodo di oscurità porterà a una consapevolezza collettiva del tutto diversa, un bene che molti dei presenti vedranno nel corso del proprio cammino.
Frammenti di riflessione
L'affermazione "Amore è anche quello che non è amore" indica che, poiché tutto proviene dalla stessa matrice, anche le forme che percepiamo come opposte all'amore (odio, violenza, distruzione) sono, a livello di matrice, sostanza di Amore che si manifesta in una forma specifica per esperire il limite. L'incompiutezza di alcune risposte sul "chi sia Gesù" o "chi sia Jasmine" sottolinea la necessità di non creare miti personali, ma di concentrarsi esclusivamente sull'efficacia dell'insegnamento vibrazionale che queste entità veicolano.
Epilogo
Il messaggio centrale è l'invito al distacco dalla razionalità limitante e dall'aspettativa del risultato. Il percorso del Cerchio è un cammino di ascesa verso una consapevolezza in cui l'Io si sgretola per lasciare spazio alla comprensione della propria natura assoluta. L'evoluzione è un atto costante, sia nel piano incarnativo che in quello disincarnativo, poiché la finestra di divenire è sempre attiva. L'obiettivo non è il raggiungimento di poteri speciali, ma il risveglio alla verità: voi siete l'Assoluto che sta guardando se stesso attraverso la lente del divenire.
Glossario
- Assoluto: La totalità indifferenziata che È e che non diviene, la matrice da cui ogni forma ed esperienza trae origine.
- Finestra di divenire: Lo spazio-tempo limitato in cui la coscienza sperimenta la linearità, la trasformazione e l'evoluzione attraverso l'illusione del prima e del dopo.
- Creazione e percezione: La tecnica consapevole di manipolazione della struttura vibrazionale della materia per modificarne la manifestazione fisica.
- Piano akasico: Il piano di esistenza in cui l'informazione viene metabolizzata e compresa, rendendo l'esperienza pronta per la sperimentazione.
- Fotogramma retto: La porzione di percorso evolutivo che, se attraversata consapevolmente, permette di sbloccare il range di comprensione scelto per l'incarnazione.
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— Michel
La natura dell'Assoluto — L'Assoluto non è un'entità esterna, ma la sostanza interna di tutto ciò che esiste. Non diviene, ma osserva se stesso attraverso le infinite possibilità delle finestre di divenire.
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— Michel
La linearità temporale come illusione — Il tempo (passato, presente, futuro) è una regola vincolata alla sola finestra di divenire. La contemporaneità di ogni istante esiste, ma è inaccessibile agli incarnati per evitare stati confusionali.
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— Michel
La matrice vibrazionale — Ogni elemento della realtà (un gatto, l'aria, un sentimento, un oggetto) condivide la stessa matrice. La differenza tra loro è data solo dalla manifestazione della forma e dall'utilizzo vibratorio all'interno della finestra.
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— Michel
Il senso della violenza — Gli eventi crudeli o distruttivi non sono errori, ma espressioni necessarie in cui un Io esperisce il limite attraverso l'incontro con un altro Io.
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— Michel
Tecnica di Creazione e Percezione — L'esercizio consiste nell'imparare a manipolare la "forma" di una porzione di materia (il mattoncino vibrazionale) con intenzionalità pura e assenza di aspettativa. Si inizia con piccole azioni quotidiane (modificare stati di malattia o piccole necessità) per arrivare, nel tempo, alla padronanza della struttura stessa della realtà.
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— Michel
Sulla razionalità — È necessario ridurre l'interferenza del pensiero logico-razionale. Le barriere mentali impediscono l'apertura alla possibilità vibrazionale, bloccando l'accesso alla percezione del Sé assoluto.
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— Michel
Sulla comunicazione medianica — Non è utile cercare conferme attraverso video o prove esterne (come il movimento di oggetti) per convincere gli altri. Chi ha necessità di comprendere troverà la strada autonomamente attraverso il collegamento energetico, non attraverso la dimostrazione materiale.
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— Michel
Sull'agire quotidiano — Ogni azione è un atto creativo. Anche il gesto apparentemente insignificante di eliminare un filo d'erba o rompere un oggetto porta con sé una responsabilità vibrazionale. Agire con consapevolezza significa elevare il proprio stato di percezione verso tutto ciò che esiste.
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