Riunione del 24 maggio 2026 – Incontro del gruppo Punto F
L'incontro si concentra sull'approfondimento dei meccanismi evolutivi che regolano l'incarnazione e la coscienza. L'entità Michel, attraverso il dialogo con i partecipanti, chiarisce concetti complessi come il "tutto è perfettamente perfetto", distinguendolo dal concetto di "perfettibile". Viene spiegata la genesi di una razza, nata da una singola coscienza che, per necessità di conoscenza, si frammenta in molteplici entità incarnate per esperire diverse porzioni di realtà. Si discute ampiamente del rapporto tra il piano mentale e il sentire profondo (akasico), sottolineando come la trasformazione del sapere in conoscenza sia il motore dell'evoluzione. Michel affronta inoltre la questione dei "fratelli animici" e la natura delle schiere angeliche, chiarendo che l'Assoluto si manifesta attraverso aspetti funzionali per rispondere ai quesiti fondamentali dell'umanità. Viene data enfasi alla qualità dell'agire rispetto alla quantità, e alla corretta intonazione dell'OM come strumento di allineamento tra i piani di esistenza. L'incontro termina con la promessa di approfondire la figura di Jasmine nel prossimo appuntamento.
L’incontro si apre in un clima di ricerca interiore, dove il desiderio di applicare gli insegnamenti alla vita quotidiana diviene il centro del confronto. L'atmosfera è caratterizzata da una tensione evolutiva, in cui i partecipanti cercano di conciliare la visione del "tutto è perfettamente perfetto" con le sfide, i dubbi e le imperfezioni riscontrate nell'esperienza umana.
La perfezione dell'esistere e la necessità del divenire
L’affermazione "tutto è perfettamente perfetto" non implica l'assenza di evoluzione, bensì la compiutezza di ogni istante all'interno della finestra di divenire. La distinzione tra perfetto e perfettibile risiede nella prospettiva: nel momento in cui l'Assoluto si manifesta, ogni cosa è già il compimento della sua potenzialità vibrazionale. La necessità di incontrarsi e canalizzare risponde a due scopi principali. Il primo è razionale: serve a spiegare al piano mentale come la realtà si articoli e come il divenire non sia un cambiamento di sostanza, ma una scoperta di ciò che è già intrinseco. Il secondo è esperienziale: l'incontro crea avvicendamenti vibrazionali che permettono alle coscienze incarnate di entrare in contatto con codici esperienziali diversi. Questo processo non muta l'Assoluto, ma espande la capacità dell'entità di comprendere la porzione di amore di cui è parte, muovendo cause che trasformano il semplice sapere mentale in conoscenza akasica, ovvero nel "sentire".
La dinamica delle coscienze e la frammentazione dell'io
Ogni nuova razza emerge come una singola coscienza che produce un'unica entità incarnata, mossa interamente dall'io. Attraverso le azioni compiute nella finestra di divenire, l'io inizia il suo lento processo di erosione. Alla morte dell'entità, la coscienza si separa in molteplici frammenti, dando vita a numerose incarnazioni contemporanee che hanno lo scopo di consumare, lacerare e infine superare l'io. Questo è un processo economico: la coscienza non si disperde, ma si articola in molteplici punti di vista per esaminare ogni sfaccettatura della vibrazione portante della finestra di divenire. Alla fine del ciclo, la razza tornerà ad essere un'unica coscienza, poiché l'Assoluto è Unione. La realtà esterna, dalla tecnologia alla natura, è solo uno scenario mutevole, creato per offrire all'Assoluto scenari sempre nuovi in cui manifestarsi.
Il lavoro sul sentire e il superamento della mente
Il cammino evolutivo richiede di passare dall'acquisizione di nozioni intellettuali alla trasformazione di queste nel sentire profondo. Quando un'emozione forte scaturisce da un evento, essa indica un punto di lavoro necessario. Indifferenza e forte reazione emotiva sono segnali di diverse tappe evolutive: ciò che smuove necessita di approfondimento, mentre ciò che è già acquisito non richiede più sforzo. Il lavoro pratico, inteso come servizio, non deve essere parametrato su quantità, età o affaticamento fisico, ma sulla qualità della vibrazione offerta. Anche un solo atto di servizio, se compiuto con la corretta intenzione, riverbera profondamente. L'utilizzo dell'OM è fondamentale in questo contesto: non è un rito, ma una vibrazione che allinea i piani di esistenza, guarisce e pone l'intenzione nella corretta direzione verso l'Assoluto.
L'unità nell'Assoluto e le apparenze duali
Il bene e il male non sono entità separate in lotta, ma l'espressione della stessa realtà che si manifesta attraverso la conoscenza o la non conoscenza. L'Assoluto è tutto; non può essere limitato al bene, poiché la luce non avrebbe definizione senza il buio. Comprendere questa verità significa smettere di vedere "nemici" e iniziare a riconoscere che ogni entità, anche la più disfunzionale, sta esperendo una porzione del tutto. Il ruolo di chi insegna, come nel caso di Michel, è quello di un messaggero dell'Assoluto che parla a sé stesso, utilizzando diciture e suddivisioni (come quella di Arcangelo) solo per rendere accessibile la complessità del reale alla mente umana.
Frammenti di Riflessione
Il termine "perfettibile": Viene contrastato con "perfettamente perfetto". La spiegazione risiede nel fatto che il perfettibile implica un margine di miglioramento temporale, mentre la perfezione del tutto è una visione del piano dell'Assoluto dove il tempo non esiste.
Il concetto di "nessuno risponde a questo": Michel utilizza questa espressione quando viene interrogato sulla presenza di entità evolute nel gruppo, indicando che la risposta non è funzionale al percorso di media evoluzione dei presenti, poiché il loro compito è concentrarsi sul proprio sentire e non su paragoni esterni.
Epilogo
Il messaggio centrale invita alla consapevolezza della propria natura di Assoluto che esperisce il limite per conoscere sé stesso. Non vi è nulla di sbagliato nel percorso, poiché ogni azione, ogni sofferenza e ogni gioia sono tappe necessarie per sciogliere l'io. L'invito è a non avere ansia per i tempi evolutivi, ad accogliere l'altro con empatia e a lavorare sulla qualità delle proprie azioni piuttosto che sulla loro quantità, ricordando che il tempo è solo una limitazione della finestra di divenire.
Glossario
- Assoluto: La totalità dell'esistenza, che comprende ogni polarità e che si manifesta attraverso finestre di divenire senza mai essere limitata da esse.
- Finestra di divenire: La porzione spazio-temporale circoscritta in cui l'Assoluto si suddivide per esaminare e manifestare specifiche frequenze vibrazionali.
- Io: Il motore del divenire, la manifestazione dell'individualità che, attraverso l'esperienza e l'azione, guida l'entità verso la conoscenza dell'amore.
- Sentire: La forma di conoscenza akasica che va oltre l'intelletto, dove l'informazione diventa intrinseca all'essere e non più solo una nozione mentale.
- Fratelli animici: Entità che provengono dalla medesima coscienza e che si trovano a vivere un'esperienza incarnativa contemporanea nello stesso luogo geografico.
- OM: Una vibrazione sonora fondamentale che serve ad allineare i piani di esistenza e a porre l'intenzione nella direzione corretta verso l'Assoluto.
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— Michel
La natura del Tutto — Tutto è perfettamente perfetto nel piano dell'Assoluto, dove il tempo non esiste. L'evoluzione è un processo di scoperta, non di accrescimento, poiché l'Assoluto non può crescere.
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— Michel
La genesi delle razze — Le razze iniziano da una singola coscienza che produce una sola entità. Successivamente, la coscienza si frammenta per permettere una conoscenza più ampia e profonda dell'amore attraverso molteplici incarnazioni.
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— Michel
Trasformazione del sapere — Il sapere è mentale e razionale, mentre la conoscenza è il "sentire" akasico. Il cammino evolutivo consiste nel trasformare le nozioni mentali in codici vibrazionali vissuti attraverso l'azione.
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— Michel
Dualismo e Unità — Il bene e il male sono espressioni della stessa realtà, differenziate solo dalla conoscenza o dalla non conoscenza. La bellezza esiste grazie alla presenza della bruttezza, così come la luce esiste per la presenza del buio.
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— Michel
Pratica dell'OM — Eseguire sette vibrazioni sonore con l'intenzione di allineare i piani di esistenza. L'OM non è un rito, ma uno strumento di guarigione e centratura che deve passare attraverso il sentire del praticante per essere efficace.
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— Michel
Lavoro sull'intenzione — Imparare ad agire con empatia e non-giudizio, specialmente di fronte alla "non conoscenza" altrui, cercando di annullare la separazione data dall'io.
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— Michel
Analisi del sentire — Quando un evento provoca un'emozione forte, analizzarla come un segnale di un aspetto su cui lavorare per acquisire conoscenza, distinguendo ciò che è già appreso da ciò che è nuovo.
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— Michel
Qualità vs Quantità — Non è necessario produrre molti contenuti o compiere numerose azioni per essere utili. È la qualità dell'intenzione e della spiegazione che riverbera e aiuta gli altri nel percorso di comprensione.
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— Michel
Gestione dell'attenzione — Non forzare i tempi di apprendimento o la durata degli incontri se l'attenzione sfuma; è meglio produrre poco ma con alta concentrazione.
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— Michel
Approccio all'altro — L'evoluto non discrimina, ma accoglie. Di fronte a chi esprime "non conoscenza" o offese, la posizione corretta è quella dell'empatia, evitando la superiorità dell'io.
Tutto è Perfettamente Perfetto · Podcast